Partendo da Piazza Barberini si può risalire fino a Porta Pinciana percorrendo Via Veneto che collega Via del Tritone con villa Borghese.
Simbolo della dolce vita degli anni 50/60, fortuna dei paparazzi, magistralmente dipinti da Fellini, ma anche croce e delizia dei vip, politici gente di spettacolo, intellettuali che popolano, non solo nell’immaginario collettivo, una delle vie più esclusive della capitale.
La fama di questa strada è giustamente meritata visto il lusso e l’eleganza che caratterizzano tutti gli esercizi della zona ed in particolare i celebri caffè pertanto, non è un caso, che sia gemellata con la Fifth Avenue di New York.
Il nome della via fu dato a memoria e onore della battaglia vinta nel 1918 dagli italiani contro gli austriaci nel comune di Vittorio Veneto che segnò la fine della I Guerra Mondiale. Il quartiere è stato edificato negli anni a cavallo fra l’800 e il 900 quando i principi Boncompagni Ludovisi lottizzarono il terreno di pertinenza della loro villa a fini di speculazione immobiliare.
Tra gli edifici collocati lungo la Via si può scorgere Palazzo Margherita, residenza dell’omonima regina di Savoia alla quale deve il nome, costruito ad opera dell'architetto Gaetano Koch tra il 1886 e il 1890 oggi l’edificio è sede dell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America.
Nei pressi di Piazza Barberini troviamo la chiesa di S.Maria della Concezione nota ai Romani come Chiesa dei Cappuccini edificata tra il 1624 e il 1631, anno d’insediamento dei primi frati. Costruita per volere del cardinale Antonio Barberini ad opera di Antonio Casoni.
All’nterno della chiesa l’unica navata cela in realtà numerose opere d’arte e così poterte ammirare la tela del Cristo deriso di Gherardo delle Notti, la pala d'altare con la Trasfigurazione di Cristo e la Morte di S.Francesco che riceve le stimmate del Domenichino e l'Arcangelo Michele che abbatte il demonio di Guido Reni. Tuttavia la chiesa è nota soprattutto per il cimitero dove riposano disposte in modo decorativo, se così si può dire, le spoglie mortali di circa 4000 frati all’interno di quattro stanzoni.
La particolarità sta nel fatto che le ossa tibie, femori, rotule, peroni, metacarpi, falangi e via dicendo, formano rosoni, stelle, fiori, festoni e lampadari. Via Veneto tra sacro e profano, dimostrazione di come anche una semplice strada sia testimone di secoli di storia.
Colosseo
Fontana di Trevi
Foro di Traiano
Piazza Venezia
Via Veneto
Stazione Termini